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Santa Lucia, pensaci tu.

Polemica surreale che non accenna a placarsi quella intorno all’ordinanza del sindaco di Casamassima che stabiliva la chiusura delle scuole per il giorno 13 dicembre, Santa Lucia.

E come nelle migliori tradizioni, assecondate anche da improbabili e discutibili editoriali, arrivano i soliti commenti: così è, e se non ti sta bene puoi sempre cambiare paese.

Capiamo le tradizioni e le usanze che da secoli, anche se qualcuno timidamente riconosce che in questi ultimi decenni anni vanno scomparendo, impongono il rituale della chiusura delle scuole non solo a Santa Lucia, ma anche per altre “ricorrenze” che provengono dalla “tradizione popolare”, ed allora perché non prevederle all’interno del calendario scolastico? Perché aspettare le varie ordinanze del sindaco di turno che in “barba” alle disposizioni che regolamentano i provvedimenti di chiusura d’imperio delle scuole non le preveda “d’ufficio” all’inizio dell’anno scolastico quando gli organi scolastici si riuniscono per redigere il calendario annuale?

Ma è veramente così difficile, rispettando l’autonomia della Scuola, invitare i suoi organi collegiali a non dimenticare di inserire nel calendario quelle che, a torto o a ragione, vengono considerate “festività” supplementari rispetto a quelle riconosciute nel resto della penisola italica?

Eppure non ci sembra ci siano stati sindaci non casamassimesi negli ultimi decenni, a cui si può imputare la non conoscenza di usi, costumi e tradizioni da rispettare, ed allora perché la massima autorità cittadina non sente il bisogno almeno di invitare a tener conto che per esempio a Santa Lucia si usa così?

Ma è o sarebbe così difficile per un sindaco redigere una “circolare” da inoltrare prima dell’inizio dell’anno scolastico ai vari istituti scolastici per informarli che la comunità da lui guidata, per rispetto del costume e della tradizione considera festività alcune date non riconosciute dall’istituzione scuola, ma dal luogo, tutelando la cittadinanza tutta?

Così almeno una volta per sempre la smetteremmo di rimpallarci le responsabilità fra genitori che ignorando le tradizioni non sanno come organizzare il proprio lavoro per quel giorno di “vacanza” dei figli non preventivato, le scuole che “furbescamente” approfitterebbero di un giorno di vacanza in più con un giorno di lavoro in meno ed un sindaco, che stretto nella morsa del rispetto delle “tradizioni”, si ricordi di ordinarne la chiusura 24 ore prima.

Si chiamerebbe buon senso.

E a chi rivolgerci se non a Santa Lucia, patrona dei miopi, degli astigmatici e della vista affinché riesca ad allargare i nostri mortali orizzonti per una vista deficitaria?

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