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Scuola Resta Giannini (Turi)

«… il Comune è il padrone di casa degli immobili comunali, e provvede alla sicurezza tramite l’ufficio tecnico, la dirigente (scolastica n.d.r.) ha l’immobile in gestione ad ha il dovere di mantenere ordine e sicurezza di alunni, docenti e personale ATA, tanto che ha firmato un contratto con Silea, un’impresa addetta».

Questo è quanto dichiara, sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, la dott.sa Giusy Caldararo, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Turi.

Se aspettate una dichiarazione, una qualsiasi, dal nostro di assessore alla pubblica istruzione, Giuseppe Cristantielli, su quanto a Casamassima stia avvenendo attorno alle scuole, penso che potete tranquillamente buttare nel cassetto le speranze e dedicarvi ad altro.

Ma veniamo ai fatti.

A Turi, non a Casamassima, sembra ci siano problemi di agibilità e sicurezza nell’istituto scolastico Resta Giannini. Fra esposti ai Vigili del Fuoco, sopralluoghi e segnalazioni, sembra ci siano attribuzioni della dirigente scolastica, che ha detta dell’assessore alla pubblica istruzione, non avrebbe constatato una serie di fatti e circostanze potenzialmente pericolose: bidoni di vernice, sala teatro sprovvista di uscite d’emergenza, un masso su un davanzale ed il mistero sugli estintori con o senza certificazione.

Anche per la  scuola di Turi, incaricata di svolgere gli accertamenti inerenti la sicurezza dei luoghi è la Silea, stessa società incaricata anche per la Rodari di Casamassima a svolgere il ruolo di “garante”.

Ora non sappiamo quali possano essere gli sviluppi della vicenda a Turi e non sappiamo se la rimozione di quel masso posto su di in davanzale possa o meno determinare la sicurezza di una scuola, ma di massi sembra ne nasconda tanti il cantiere che è diventata la Scuola Rodari di Casamassima, e quindi?

Ricordiamo che la Dirigente della Rodari, a proposito della Collodi, dichiara nella famosa lettera inviata al Sindaco Cessa il 22 settembre scorso, che acquisiva parere scritto da parte del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione della scuola, la Silea, la quale dichiarava:

«Dalle note trasmesse non si evincono particolari problemi in quanto vi sono riportate tutte le assicurazioni dell’osservanza delle norme vigenti ”pertanto, “ considerata la transitorietà della soluzione, al fine di non interrompere un pubblico servizio, la dirigente può dare l’assenso all’avvio delle attività”.

Per un non esperto e per un non tecnico come me, quali potrebbero essere le note trasmesse da cui non si possano evincere pericoli presenti, futuri e/o possibili per cui data la transitorietà, (lavori? turnazione?), per non interrompere le attività scolastiche, si da l’assenso allo svolgimento delle attività scolastiche?

E perché poi il Comune, in fase successiva, sospende i lavori?

E per il cantiere della Rodari come mai nulla è stato richiesto?

Perché alla Rodari è presente un cantiere di lavoro.

Questo è lapalissiano.

Nel frattempo un esposto al Genio Civile chiede che si faccia chiarezza sulla natura dei lavori fatti e da fare alla Rodari.

E se il Genio Civile chiedesse la sospensione delle attività scolastiche, cosa ha pensato l’amministrazione come piano C, visto che il piano B, quello per la Collodi, sembra svanire nel nulla?

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