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Scuole

Tutti contenti come siamo per i piccoli della Collodi che forse presto saranno ospitati nelle aule del Majorana, giusta l’ordinanza di Decaro, di cui si aspetta la ratifica da parte del Consiglio Metropolitano di Bari, passa in sordina il lavoro svolto dalla giunta di Casamassima, nominata ad hoc dal sindaco dimissionario e durata in carica supponiamo non più di 10 minuti,  per prendere atto di tale ordinanza metropolitana che impegnerà il Comune di Casamassima ad un esborso di € 5.100 mensili per il canone di affitto dell’Istituto Superiore. I pareri non pareri che per una delibera di giunta sono vincolanti e obbligatori, non sembrano però chiari e qualche dubbio lo sollevano. Ma per il bene dei piccoli della Collodi che finalmente potranno vedere realizzarsi il sogno di aver aule consone ed ospitali, senza quei turni capestri serali che per dei bambini dai 3 ai 5 anni certamente non vanno assolutamente bene, per il momento soprassediamo su giudizi tecnico legali ed amministrativi.

Nel frattempo se per i bambini della Collodi la strada sembra in discesa tale non può essere considerata per quelli che frequentavano la Rodari che ad oggi sembra debbano continuare con il turno serale alla Marconi come unico possibile. Sino a quando non si sa.

Crisi di maggioranza

Difficile che il sindaco ed il PD possano accettare la proposta di Civicamente e di Libera Casamassima per cercare di svincolarsi dall’empasse in cui si sono andati ad invischiare, accettando la proposta, l’unica ragionevole sino ad oggi, di nominare “persone” al di fuori della politica nostrana che con competenza sappiano guidare il riavvio dell’attività amministrativa a dire la verità, mai realmente partita. Accettare le condizioni poste da Nitti, l’Alessio, e Rubino, sarebbe a tutti gli effetti accettare il commissariamento non solo del sindaco, ma dell’intero PD che non potendo esprimere uomini e/o donne a lui vicini, abdicando in favore di personalità esterne e competenti, metterebbero a dura prova gli equilibri di un  partito allo sbando che con arrogante superficialità esce sconfitto in questa amministrazione che senza se e senza ma è la peggiore che il paesello a sud est abbia mai potuto vivere. Con un PD sicuro di proseguire sulla strada della nomina di assessori a lui legati, si venderebbe  al limite il solo sacrificio del Palmieri lasciando Bagalà e la Spinelli ancorati sulla seggiola. Far fuori il Cristantielli, amico del sindaco, sarebbe l’ultimo dei problemi. Rimarrebbero 3 posti vacanti che sarebbe facile far occupare da coloro i quali un sostegno in consiglio possono e dovranno darlo. Significherebbe tornare al vecchio accordo con Busto che con i suoi, Verna e Fortunato, tra sceneggiate e prese di posizioni farsesche, un appoggio determinante lo ha sempre dato e che è venuto meno solo nell’ultimo consiglio con quella patetica pantomima che hanno permesso si facesse. Giochetto che serviva solo ed unicamente ad alzare la posta. Ma uno basterebbe al gruppo per acquietare gli “appetiti” politici di una politica fatta solo a parole? E se ne ottenessero due di assessori, l’ultimo disponibile a chi spetterebbe? Si fa avanti l’ipotesi Zizzo, che con quell’uscita dal gruppo consiliare PD, diventata per incanto espressione del sindacato di cui si onora di appartenere con i voti dei simpatizzanti e degli iscritti PD, però, qualcosa si potrà e dovrà certo concedere per un esito favorevole dei consigli a venire. Il Rella e la Borracci continueranno a fare le belle statuine e nonostante i borbottii continui come una macchinetta del caffè napoletana, continuerebbero a fare il loro compito egregiamente.

Gli assessorati a disposizione 5: 2 al PD, 2 al gruppo Busto ed 1 alla Zizzo. I conti tornerebbero alla grande ed il consenso consiliare raggiunto. Forse. Con una maggioranza sempre sul filo del rasoio.

Se poi fosse proprio la Zizzo a ricoprire il ruolo di assessora, il segretario del PD Bizzoco entrerebbe in consiglio e meglio si potrebbe dare alla causa della visibilità piddina.

E sulla e della presidente del consiglio, nulla aggiungiamo?

Si accontenterebbe lei e il suo mono persona di gruppo a votare a favore solo con la carica di presidente? E se volesse anch’essa un assessorato, come la mettiamo? Abbiamo scoperto che con questo sindaco basta chiedere e ti sarà dato, ed allora? Certo si potrebbe azzerare la presidenza, votando per esempio allo scranno quel Giacinto Rella uscito sconfitto in quel primo famoso consiglio e far cessare quei borbottii, ma ne varrebbe la pena? Certo è che una soluzione per la presidenza si dovrà prima o poi riconsiderare. Una carica nata, lo ricordiamo, con i voti delle minoranze, che pentitesi un minuto dopo, anche loro, della scelta sciagurata fatta, ne chiedono la testa, politica naturalmente, insieme a quei due falsi contestatori della Verna e Fortunato che le cronache raccontano, hanno reso possibile quella nomina anch’essi.

Un’amministrazione nata male con una vita andata sempre peggio, oggi ci costringe all’immobilismo amministrativo e gestionale con uffici in ferie, cariche ad interim avendo sul groppone problemi su problemi: acqua contaminata ed ora pure razionata, scuole, raccolta differenziata e quel libro dei sogni che un sogno è rimasto.

Nel frattempo la Carta di Pisa compare solo ed unicamente come un orpello scomodo in un atto consiliare.

E poi ti accorgi che il cotechino con le lenticchie mangiato il primo minuto del nuovo anno si mette sullo stomaco e a distanza di giorni riesce ancora a non farti dormire sereno con quei dolori addominali che gastrite diventano facendoti sognare l’impossibile.

 

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