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S’ì fosse Nitti canterei Patty Pravo.

Mentre nessuno recrimina sulla scelta di smembrare una scuola con 9 classi lì, 2 là e 5 qua con quell’altra che sempre in affitto al di là rimane e con quell’altra che nel supermercato vive da anni, senza che le responsabilità vengano perseguite e combattute, e senza una lotta continua che possa affrancare le pene, la politica del paesello si interroga su chi potrebbe diventare Presidente del Consiglio Comunale. Volete mettere?

La maggioranza avrebbe voluto sedersi al tavolo per la soluzione dell’affannoso problema dopo l’approvazione da parte del Consiglio del Rendiconto; rimandare tutto a fine maggio si sarebbe potuto fare per procedere alla soluzione dell’arcano, ma la minoranza, non ci sta.

Il giorno 18 maggio è stato fissato il Consiglio Comunale che dovrà eleggere il suo Presidente.

Corsi e ricorsi storici: tutto partì dalla Presidenza ed oggi rieccoci alla Presidenza.

Ma s’ì fosse Nitti, cosa farei?

Non riuscendo a diventare presidente del consiglio, io (il Nitti) che mai avrei assorbito del tutto il colpo, partirei al contrattacco e comincerei quell’opera di disturbo nei confronti del sindaco e dell’intera maggioranza che mi porterebbe inevitabilmente, con un operazione politica senza paragoni, a passare in opposizione.

Cosa che ho fatto egregiamente.

Avete da rimproverarmi qualcosa?

Ricordate le mie interpellanze?

I miei interventi corrosivi?

Le mie filippiche?

Le mie accuse?

Le mie denunce?

Le mie catilinarie?

Ma l’operazione politica non è terminata.

Non avendo ricevuto quella gloria che mi aspettavo, (il costringere il PD alle primarie con la Ferri che “tradita” la causa si “faceva eleggere” dalle opposizioni come prima presidente stretto mi sta), mi sentirei nell’animo di completare l’opera di sgretolamento della politica e degli assetti, e avendo come “complice” un sindaco desideroso di indossare la fascia senza possedere quel quid che un sindaco dovrebbe possedere, lo costringerei alle dimissioni.

E dimissioni furono.

Dimissioni al buio; infatti furono ritirate senza nessun piano programmatico iniziale, costringendolo in seguito, ma molto in seguito, ad accettare quel crono programma velleitario che lo riconducesse a vestire la fascia e che io gli prospettai come unica soluzione possibile.

Fatto.

Ma bisognava ancora colpire e frantumare il PD. E così, con la complicità questa volta dei Civicamente, sempre e solo io, il Nitti,  tirando dal cilindro la soluzione, richiederei il defenestramento degli assessori PD e la conseguente formazione di una giunta tecnica e di esperti che avrebbe dovuto traghettare Casamassima verso porti più sicuri.

(Porti? Traghetti? E che ci sta il mare al paesello?)

Che sia riuscito a frantumare il PD è certamente un merito, dovete riconoscermelo, ma i problemi sul tappeto sono rimasti gli stessi, anzi, sembrano decisamente peggiorati.

L’assistere allo sciogliersi come neve al sole della Lista Cessa per Casamassima, ai ribaltoni prima della Verna & Fortunato, e a quel permissivismo del PD incapace di controbattere la geremiade di una lista familiare, la mia, e della Zizzo che l’abbandona folgorata sulla via per Damasco, non convincono ancora.

Vorrei di più. Voglio di più.

Quando la Ferri è stata sfiduciata è sembrato chiaro a tutti che quel nono voto favorevole necessario alla decadenza fosse mio, giovane Nitti, il solo e l’unico in grado di tener in vita, non solo Cessa e la sua fascia, ma l’intero Consiglio Comunale.

Che faccio ora?

Questo consiglio ora non ci voleva.

Continuiamo, penso io al posto di Nitti, a proporre una presidenza senza lode e senza infamia come quella della consigliera anziana Stefania Verna o cerchiamo un accordo con le minoranze per trovare magari una figura che possa, attraverso un giro di parole come quelle che solo Perry Mason è capace di inventarsi, accontentare tutti e mettere all’angolo anche le opposizioni?

Certo è che quell’occupare ancora il posto delle minoranze pur rivestendo un ruolo determinate in maggioranza, sembra quasi indicare che si potrebbe pensare di me come garante delle minoranze nei confronti della propria maggioranza.

Brutto a vedersi. Decisamente.

Ma sin quando me lo fanno fare perché non approfittare?

Ma continuiamo nella visione, s’ì fosse Nitti.

Convincere le minoranze a intraprendere la strada del candidato condiviso: voti necessari per i primi due scrutini 11; significherebbe portare le minoranze, o parte di esse, a votare per un candidato scelto dalla maggioranza. Certo, imbrigliare le minoranze oppure, con un’altra mossa allargare la maggioranza. Come?

Lavorare ai fianchi parte delle minoranze sarebbe possibile. Questi assessori tecnici non stanno convincendo e se tornassimo per tre quinti di giunta ad una composizione, diciamo partitica? Magari due al PD ed uno a quella parte di minoranza che potrebbe tornare in maggioranza? Mumble…. mumble. Si potrebbe tentare.

Ma torniamo alla presidenza.

Se le prime due votazioni non portassero a nessuna elezione, e sembra accertato, ecco che quel nono voto necessario alla terza potrebbe essere il mio (penserei s’ì fosse Nitti).

Ma su chi convogliare i voti?

Mi spiace tornare sull’argomento, avrei voluto dimenticare quel nome, quella storia, quella delusione che tanta insonnia mi ha procurato, che m’ha fatto male al core,  ma per completare l’opera che ho iniziato più di due anni fa non posso che tornare a lei, la mia acerrima nemica: Nica Ferri.

Prima l’ho sfiduciata servendomi di quella mozione targata minoranze e poi, attraverso un gioco politico astuto, la rimetto in carreggiata con la maggioranza al completo.

Come consacrare un’altra  vittoria da aggiungere sul mio personale palmarès su tutti i fronti se non con il voto favorevole alla Ferri?

Ti butto giù per poi tirarti su, canterebbe la giovane Patty Pravo.

Avrei praticamente vinto su tutti i fronti con una lista composta solo ed unicamente dai miei voti.

Nessun iscritto, pochi partecipanti. Pochi ma pregiati adepti.

Meglio tornare in me stesso. Stare nei panni del Nitti mi mette ansia e mi fa venire un gran mal di capoccia.

Però, pensandoci bene, quella di Patty Pravo sarebbe la colonna sonora perfetta per tutto il percorso politico del Nitti; del trasformismo messo in pratica dal giovane Principe, che terrebbe sotto scacco matto prima il sindaco, poi il PD, poi il Consiglio e poi tutto il paesello a sud est.

Il giovane Nitti, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

Intanto le minoranze giocano coi soldatini.

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