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Sotto l’ombrellone

Tendere agli uomini una mano vuota e non ricevere niente è certo miseria; ma tendere una mano piena e non trovare nessuno che riceva è disperazione.

(Il Profeta).

Finora era il sindaco che si “autotassava” per compensare la cognata, Michela Ventrella, nell’arduo compito di addetta stampa istituzionale o portavoce, mai si è capito realmente il compito.

Ma si sarà accorto che quel compenso, (mai nessuno ha richiesto che tipo di lavoro rappresentassero quelle strane ed incomprensibili uscite di “tasca propria” avvalorate dal sindaco in un Consiglio Comunale), poco si addiceva alle proprie scarse entrate per cui un bando, con scadenza 5 agosto, per ricercare un o una addetta stampa per la “irrisoria” cifra di € 14.400 annui.

Considerare questa scelta di ulteriore spesa come sperpero di denaro pubblico considerato quello che Casamassima richiede ed auspica si realizzi, sembra palese.

Se dovessimo poi accostare questa scelta scellerata a quanto questa stessa amministrazione sceglie di mettere in campo per “l’adozione delle aree verdi” da parte di cittadini volenterosi, ci accorgeremmo tutti di quanto non inutile rappresenta l’opera messa in atto da Cessa, ma addirittura dannosa. I cittadini volenterosi che volessero adottare quegli stessi spazi verdi che lui, il sommo rappresentante, ha abbattuto come castelli di sabbia, dovrebbero fare i conti con disposizioni stringenti che in caso di inadempienza farebbero probabilmente scattare le manette a quei volenterosi giardinieri in erba. Una assurdità.

Per non parlare della farsa del bilancio partecipato in cui i cittadini dovranno scegliere come destinare quei miseri 20.000 euro che rappresentano una goccia nel mare considerati gli sprechi che si continuano a fare. Mediamente è la cifra che da tempo tutte le amministrazioni mettono in campo per la festa di San Rocco, quindi, quale la scelta partecipata per i cittadini?

Su un Bilancio complessivo di 30 milioni di euro sapete cosa rappresentano 20.000 euro?

Riuscire a far ridere anche i polli spennacchiati.

Ma tranquilli, il grande Cessa e la sua nutrita schiera di seguaci, fra quelli che siedono in consiglio, perché fuori servirebbero le fotoelettriche per cercarli, ha creato un’altra figura di riferimento: il facilitatore.

Certo Giuseppe Gadaleta, quello che ultimamente ha illustrato la Carta di Pisa che igienica è diventata, avrà il compito, come uomo di partito, il PD, di seguire e consigliare al meglio i cittadini che avranno voglia di perdere tempo negli incontri che seguiranno.

Ma in tutto questo di acqua potabile come bene primario ancora nulla, al di fuori dell’incarico ad un legale per 7.000 euro.

Le analisi indipendenti costano tanto ed è meglio non farle.

Fra funzionari che vorrebbero scappare e fra funzionari che per farli restare il massimo del compenso si elargisce, la macchina amministrativa sembra zoppa, incompleta, inconcludente, smarrita.

Ma ci pensa la maggioranza a fare il resto.

Sembra che gli attriti siano ormai al limite della sopportazione.

Quel distributore alle porte dell’Auchan ancora bloccato con quei nuovi capannoni ancora chiusi e quella strana vicenda di quella maglia sulla via per Bari, tengono alto il dissapore fra gli uomini e le donne di questa maggioranza che a pagare sono i cittadini. Ma cosa volete contino i cittadini? Depredati dell’ombra, depredati dell’acqua, depredati di una saggia ed ammirevole amministrazione pubblica, depredati con le tasse che non servono per riparare le strade, le fontane, per creare parchi pubblici, per rendere questo paese vivibile ed accogliente, ma per pagare l’addetto/a stampa con 14.400 euro affinché illustri il nulla cosmico che riesce a realizzare.

Ma a chi dovremmo raccontare tutto ciò? A quelli che si incatenano sotto il comune che per vivere dovranno accontentarsi di un panino senza birra?

Sotto l’ombrellone è meglio.

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