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Storie di ordinaria follia

Non sappiamo se lunedì interverrà la segreteria provinciale o quella regionale, ma ormai è certo che quello che troveranno a Casamassima i dirigenti del PD sarà un corpo non solo morto, ma in avanzato stato di decomposizione. L’affondo della Chelluccia, tardivo e fuori tempo massimo, e di sua figlia Antonietta, non lasciano margini all’immaginazione. Ancora una volta la «famiglia» ha prevalso e prendendo il sopravvento lo sbigottimento si sparano a raffica le riserve e la sdegnata e riprovevole disapprovazione su di un partito che nulla ha detto e nulla continua a dire sul conto di un sindaco che incollato come è su quella seggiola, calpestando la dignità di chiunque si frappone fra lui e la sua amata fascia, decreta la morte del paesello a sud est. Tra tessere sbattute sul tavolo, non per la prima volta in verità, ed invettive che schiaffoni in pieno faccia sono, ora che gli affetti familiari sono stati gettati alle ortiche,  imperterrito e senza batter ciglio il sindaco con quella fantomatica e non credibile “giunta tecnica” prosegue il suo cammino.

Il commissariamento del Circolo PD, a questo punto, sembra inevitabile.

Le famiglie: antica consuetudine a Casamassima.

Ma altre famiglie si riaffacciano all’orizzonte.

Nel consiglio di ieri, mentre l’Organo di Revisione denuncia una sostanziale violazione degli adempimenti amministrativi necessari,

che una più accorta ed attenta gestione avrebbe evitato di tenere l’ultimo giorno utile dato a disposizione dalla Legge (la Legge, quasi un’entità sconosciuta in questi tempi bui), consegna il dato politico incontrovertibile che i Nitti appoggiano l’operato di questa nuova giunta e del sindaco. Nel frattempo il compagno ribelle del Nitti, Raffaele Bellomo, i cui referenti politici rispondono al nome di Rubino & Guerra, risulta ancora assente dall’assise. Ora per quale motivo il Bellomo continui a ricoprire la carica di consigliere visto che i due castigatori Rubino & Guerra, leaders della lista ex di Cessa e fondatori della nuova e linda e pinta Civicamente fanno e disfanno accordi più o meno coerenti con la politica fin qui proposta è un mistero. Si dimettesse Raffaele e lasciasse campo libero al Guerra che dovrà mettercela lui la faccia in questi repentini giochi goliardici di cambio di casacca in corsa.

A proposito di cambio di casacca, ma oggi quale la Maggioranza?

Quale l’Opposizione?

Un gran casino inonda l’aula consiliare: il Nitti e le sue arringhe contro il sindaco, la presidente, il segretario e la Verna, si sono all’improvviso affievolite e decisamente scomparse concedendogli il privilegio di riunioni nel camerone del sindaco insieme ai suoi ex amici di cordata in quelle inutili e puerili sospensioni di consiglio che hanno visto spesso in questa consiliatura sedersi intorno ad un tavolo una maggioranza brancaleonide e disfattista. Dimostrano coraggio gli Oppositori a consentire che il Nitti si sieda ancora fra le file della minoranza dopo la coltellata al fianco data al sindaco e alla maggioranza di un tempo e che lo vede oggi tornare all’ovile come un cagnolino bastonato che finalmente la “caramella” di ferriana memoria gli è stata data. Amara da mandar giù è quella caramella, ma da inghiottire è. Con la Verna e Fortunato che crediamo debbano passare in Opposizione in Consiglio è un gran caos. Probabilmente ha ragione qualcuno che si dovrebbe meglio identificare una maggioranza e una minoranza che ad oggi, credetemi, sarebbe di difficile interpretazione. Sarebbe come se all’interno di una sfida di calcio, con i 22 uomini vestiti con la stessa maglia, si passasse la palla non al tuo compagno, ma ad uno della squadra avversaria. Ma al paesello è tutto concesso, anche giocare con la stessa maglia, compresa la smania di apparire solo per il gusto di apparire per quei 5 minuti di notorietà che poi se le scuole sono rase al suolo chi se ne frega.

La disposizione dei banchi consiliari non basta e per capire se un componente la maggioranza o della minoranza è pronto a sferrare un colpo alla schiena del vicino di banco, all’isola della fortuna devi andare e tentare la sorte come si tenta con la ricerca inutile del 6 al superenalotto.

Ma Cessa è riuscito nell’impresa di illudere non solo i suoi giovani cantieristi che credevano in lui e nella sua voglia di innovare, chiacchiere, ma di tutti i giovani che mettendosi in gioco, speravano in un cambio di passo che non c’è stato e che anzi ha visto la politica del paesello a sud est ricadere nei tempi più tetri della prima repubblica. E così la giovane consigliera Maria Grazia Palmieri lascia l’assise per sempre. Il troppo è troppo anche per lei, giovane donna che sperava in qualcosa di meglio.

Ma una speranza è possibile, ed è per questo che mi permetto di consigliare non solo alla Maggioranza, ma anche all’Opposizione un bel viaggio di studio e una serie di seminari da tenersi nella più amena fra le località.

Orta Nova, alle pendici di Foggia, con le sue antiche tradizioni ed usanze, la vedrei bene per accogliere i consiglieri tutti che impegnati come sono alla ricerca di un posto sicuro e al calduccio, potrebbe rappresentare quell’oasi naturalista per scaricare lo stress sino ad oggi accumulato in quasi di due anni di sfaceli amministrativi per caricare le batterie esauste. Tra storia ed antiche e veritiere leggende che Orta Nova è pronta a mostrare ai suoi innumerevoli estimatori, potrebbe diventare, lor malgrado, il luogo per incontrarsi, scambiarsi opinioni, e ricreare quei rapporti ravvicinati interpersonali, che li vedrebbe scambiarsi opinioni e alla tavola, tutti insieme  amorevolmente, il cibo che tanto allegria procura all’animo e che li vedrebbe ingordi nell’assaporare un primo  piatto, il ramen un tipico piatto giapponese (ma di origini cinesi) a base di tagliatelle di tipo cinese di frumento servite in brodo di carne e/o pesce.  Pochi sanno che la cosa giusta da fare è succhiare la pasta, non masticarla. E poi, quando rimane solo il brodo, bisogna tracannarlo dalla ciotola, senza cucchiaio. Una delizia. E dopo aver succhiato a sazietà il ramen potrebbe, la nostra allegra comitiva, assaggiare un dolce capace di cambiare colore, sapore e non esaurirsi mai e poi mai, essendo praticamente indistruttibile. Quel Succhia-succhia-che-mai-si-consuma di Willy Wonka de La Fabbrica di Cioccolato.

Penso che fra venerdì sera, giorno della partenza e sino a martedì 7 febbraio prossimo venturo, fra un summit e na mangiata, potreste mettere a frutto il tempo e la passione per quelle dichiarazioni che tutti si aspettano da parte del Nitti, della Verna e di quel PD che riserve (?) si è impegnato ad esternare.

E poi dite che mai consigli vi do.

In foto le indicazioni stradali per raggiungere Orta Nova.

Buon viaggio.

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