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Sul campo sportivo oltre i lavori “procedono” spedite anche le polemiche.

Come era naturale che fosse le notizie intorno ai lavori che dovrebbero riportare ai vecchi o nuovi splendori il Campo Sportivo di via Pende a Casamassima, lo Stadium, stanno suscitando nel paesello a sud est, accanto ai consensi anche gli inevitabili dissensi. Per i pochi fortunati che hanno i bambini iscritti alle scuole calcio è certamente una grande notizia visto che non si sarà più costretti ad emigrare lontano da casa per gli allenamenti e per le partitelle con un conseguente risparmio in danaro sia per i genitori che per le società calcistiche, ma per la stragrande maggioranza dei genitori che hanno la necessità di trovare un parco giochi che possa ospitare l’irruente vivacità dei piccoli si tratterà ancora di aspettare e sperare in tempi migliori. Certo, anche nella cosiddetta Villa Comunale di via Acquaviva i lavori sono iniziati, ma anche se dovessero essere all’altezza delle aspettative, sarà comunque ancora uno spazio troppo esiguo per accogliere la moltitudine di bambini che necessitano di aree a loro dedicate magari in più quartieri.

Se sarà vincente la decisione dell’amministrazione di destinare fondi – quasi 100 mila euro previsti – su un campo sportivo dall’utilizzo limitato rispetto alla moltitudine di bambini che potrebbero animare un parco urbano lo decreterà il tempo e la storia.

Ma fermandoci per il momento al campo sportivo ed ai lavori che lo stanno interessando in questi giorni, (potete cliccare qui per rileggere quanto scrivevamo a dicembre scorso) ci accorgiamo, basta una semplice ricerca sulla rete per averne contezza, che da molto tempo la Stadium è al centro di polemiche e di una “franca” lotta politica.

Non da ultimo il commento di lunedì 29 aprile apparso sul profilo fb di Autonomia Cittadina in risposta alla polemica (clicca qui per leggere) che ha investito Franco Pignataro, il sindaco Giuseppe Nitti e la stessa compagine civica oggi rappresentata in giunta anche dall’assessora Annamaria Latrofa titolare per competenza dei lavori di recupero.

E riassumendo gli accadimenti, ricostruiti da articoli di giornale, scopriamo che nel 2006, attraverso una Convenzione fra il Comune di Casamassima e la A.S.D. Casamassima, divenuta in seguito A.S.D. Sudest, lo stesso Comune concedeva in uso l’utilizzo della struttura al dott. Francesco Palmisano, dirigente di quella società calcistica, con un impegno di spesa pari a 120 mila euro.

Ma nacque un contenzioso in quanto per le insufficienze strutturali e per il terreno da gioco il comune non volle, almeno sino a quando la società non avesse giustificato l’utilizzo di quei fondi, stanziarne altri per permettere alla A.S.D. Casamassima l’iscrizione al campionato di categoria superiore che la dirigenza decise di svolgere, causa “inagibilità” dello Stadium, in altri comuni. Durante questi anni in cui l’intera area è stata sottoposta al degrado del tempo e dell’incuria, le interrogazioni e le interpellanze nei Consigli Comunali, specialmente a firma di Autonomia Cittadina, che ha sempre mantenuto un profilo calciofilo a favore dello sport, non si contano più; il dott. Francesco Palmisano ha anche rivestito i panni di candidato consigliere nell’ultima tornata elettorale all’interno di Rivoltiamo Casamassima, ma del Contenzioso aperto si sono perse le tracce.

Speriamo che la risoluzione del contenzioso sia solo una delle tante carenze che spesso la rete non riporta, perché in caso contrario quei lavori potrebbero diventare oggetto di ulteriori contestazioni.

Qui di seguito una serie di articoli de La Voce del Paese edizione cartacea e web che siamo riusciti a reperire sul Campo Sportivo che vanno dal 2011 al 2016:

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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