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Di nuovo sulla Caserma dei Carabinieri di Casamassima.

Capita a volte di perdere qualcosa e pronta la denuncia di smarrimento trova nell’immediatezza i Carabinieri, unico luogo a presidio della legalità e della sicurezza sul territorio, nel ricevere la denuncia.

Diciamo che un giorno mi accorgo di aver smarrito l’intelletto (non vedo la necessità di dirvi cosa abbia mai smarrito) e frettolosamente mi reco alla Caserma dei Carabinieri in via Giovanni Amendola al civico 40 a Casamassima.

Mi affaccio nella stanza del Comandante la Stazione per un saluto veloce e noto che il soffitto presenta vistose macchie di umidità.

Anche il soffitto dell’androne in più punti è segnato dalla presenza di rimarchevoli presenze umide. Altresì parte delle pareti sono bagnate e piovviginose.

Considerato che l’ufficio destinato a raccogliere le denunce è al pian terreno, come l’ufficio del Comandante del resto, la mia immaginazione mi spinge ad ipotizzare cosa mai possano raccontare le stanze o i luoghi posti al primo piano. Se al pian terreno parte del soffitto e delle pareti sembrano bagnate, al di sopra che ci sarà?

Un lago?

Ma ultimamente non erano stati fatti dei lavori di sistemazione e ripristino del lastrico solare?

Forse ci vorrà del tempo affinché l’umidità si riassorba?

E chi ci lavora e alloggia in quelle stanze, come farà?

E per quanto tempo dovremo ancora incappucciarci per rimanere al caldo mentre attendiamo che l’incaricato di turno si liberi per ricevere la nostra denuncia?

Quando il tecnicismo burocratico va a corrente alternata.

 

 

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