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Tanto tuonò, che piovve.

E’ bastato solo sussurrare il nome per far uscire dal conclave cardinale chi nottetempo e non visto vi era entrato sperando di uscirne papa.

La probabile e non impossibile candidatura a sindaco di Agostino Mirizio ha fortemente caratterizzato le ultime ore che fra nervosismo, perdita del controllo, telefonate convulse, messaggi, incontri segreti sotto i portoni e i sagrati delle chiese, hanno movimentato una triste e come al solito  patetica e piatta serata invernale che minacciava pioggia e fulmini. Ore convulse che cercano ancora quiete dopo le mille promesse che si sono succedute: non sono bastati gli assessorati, non è bastata la promessa della presidenza del consiglio e neppure la fantasmagorica promessa di commissioni consiliari che nulla valgono per convincere e spostare da lì a qua quella manciata di voti che metterebbe al sicuro le speranze andate in frantumi.

Anche le segrete stanze delle segreterie politiche dei tanti che tentano di barcamenarsi fra alleanze possibili e non, si sono date appuntamento per studiare, vagliare e setacciare una qualche possibilità di riscatto. La certezza di qualche giorno fa si allontana e con essa anche la sicumera  delle alleanze frettolosamente costruite sulla carta e che oggi accusando il colpo, si interrogano.

Sarebbe interessante indagare le ragioni politiche che hanno spinto Autonomia e Civicamente ad imbarcarsi nell’avventura Nitti, ma le lasciamo ai posteri che sapranno meglio di noi valutarne le conseguenze, quelle si, già visibili.

In questo clima sempre più infuocato assumono rilevanza quelle che potranno divenire le posizione del PD cittadino, di Liberi e Uguali e di quella marea di entità politiche non scientificamente incasellabili che, in attesa di partorire una decisone qualche contatto con la coalizione Nitti lo hanno avuto.

Il partito guidato da Rocco Bagalà, (rottamata, forse, la proposta di Vito De Tommaso unico e solo possibile candidato di sintesi con alto potere coagulante), per niente gradito alla coalizione del Nitti, diventato oggi, dopo il proposito di Mirizio di candidarsi a sindaco, un’alleato possibile e strumentalmente ricercato, dovrà sciogliere il nodo se accettare o meno quel richiamo che l’avvocato vorrebbe mettere in atto per tentare di rinforzare la propria coalizione. Messe da parte le precisazioni, le puntualizzazioni e quella ricerca di consenso sul programma, lo si vorrebbe arruolare pur di non perdere malamente e senza gloria. Sarà nelle mani del PD accettare o meno quell’invito a quell’abbraccio ultimo nei confronti di una politica che in questi ultimi due anni lo ha visto soccombere inerme di fronte agli strali che si sono compiuti nei suoi confronti e dei suoi uomini di punta.

Vedremo se in questo partito prevarrà il bene comune o l’occupazione a prescindere e ad ogni costo della seggiola nella stanza dei bottoni.

Quell’intesa, crediamo ben vista dal candidato Nitti che non vuole competere senza vincere, potrebbe trovare nella coalizioni forti dinieghi perché impedirebbe coerentemente, di continuare la strada fin qui intrapresa.

Il correre in solitaria per il PD sarebbe la soluzione più dignitosa che lo metterebbe al riparo da inevitabili attacchi da più fronti che in molti si aspettano di attuare, a meno che non prevalga il riconoscere al Mirizio almeno la caparbietà di provarci.

Liberi e Uguali di Giacinto Rella, esclusa ogni possibilità di dialogo con il PD, non potrebbe essere diversamente motivata l’uscita da quel partito, avrebbe modo di misurarsi e contarsi salvo riconoscere come governo di salute pubblica quello proposto da Mirizio non dando seguito ad un posto all’ombra con Nitti.

Ma anche altri gruppi non specificatamente individuati, che sino a ieri pensavano ad un rilancio in simbiosi con Autonomia e da questa messi in stand by ne avrebbero di motivi per abbandonare quella strada per buttarsi nell’avventura Mirizio oggi il solo in grado di poter contrastare le velleità del giovane avvocato penalista.

Staremo a vedere nelle prossime ore cosa potrà succedere.
Nel frattempo anche le caselle di posta elettronica sembrano intasate.

 

 

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