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Tradimento, traditori e il crash test.

E’ molto più difficile uccidere un fantasma che una realtà.
(Virginia Woolf)

Nonostante nulla le potesse far credere che quella mozione di sfiducia sarebbe passata inosservata e che la maggioranza, compatta, compreso il Nitti, le avrebbe riconsegnato intatta ed integra la carica di Presidentessa del Consiglio Comunale di Casamassima, la dott.ssa Domenica Nica Ferri ha voluto provare su se stessa gli effetti del crash test che la minoranza, compresa la maggioranza dissenziente, le aveva confezionato.

Quello che ancora rimane incomprensibile, a parte la caparbietà e l’illusione accompagnata anche da un briciolo di arroganza, politica naturalmente, è stata la ricerca dell’inevitabile scontro che l’ha vista soccombere così maldestramente e che porta con se una sconfitta personale che brucia e che continuerà a bruciare per parecchio. Anche le pietre, compresa quella tonda, sapevano che nessuno, se non volessimo elevare nel novero degli avvenimenti degni di menzione la difesa d’ufficio di periferia del capogruppo PD in consiglio, avrebbe avuto il tempo di soffermarsi a tutela della presidente eletta dalle minoranze e passata in maggioranza. Se la politica nel paesello a sud est avesse senso, se fosse una pratica praticata, avrebbe dovuto vedere la Ferri arrivare in quel Consiglio dimissionaria, levando di fatto dalla disponibilità della minoranze e di quel voto nittiano di maggioranza, la soddisfazione della vittoria.

Perché non può che essere stato il Nitti a votarle contro.

O no?

Infatti sembra che le polemiche non siano ancora terminate ed ancora dopo due giorni proseguano in privato scambi al fulmicotone tra Libera Casamassima ed il resto della maggioranza. Il sindaco si è guardato bene dall’intervenire in quel dibattito a due che è diventato il consiglio del 10 aprile scorso, fra la latinista Stefania Verna e la ex presidente Ferri stretta fra la Zizzo e quella scheda bianca che la affiancava di un posto.

Che senso abbia avuto quella votazione bianca di Civicamente non si sa, come non si sa quello scambio cifrato fra Libera (Nitti’s) e Civicamente (Guerra Rubino) sui social, che con quell’astensione alla Ponzio Pilato, lavandosi le mani, hanno ulteriormente marcato il territorio. La Ferri era ed è stata sacrificata ed ora solo nelle sue mani, oggi con più forza e magari con la complicità del Nitti, vive la speranza della sopravvivenza di questa amministrazione sempre più avvinghiata su se stessa e su un sindaco che vivacchia alla giornata con una fascia scolorita.

Mentre la cittadina langue e si dispera per le strade sfasciate, le scuole chiuse, la mancanza di attrattive, di parchi, di servizi sempre più carenti, e che vive la sua quotidianità con quegli spot divenuti ormai stucchevoli e che vedono sempre meno adepti, la politica gioca con i tradimenti e i traditori.

Scopriamo che il segretario del PD locale, abbandonato il suo proverbiale savoir-faire, ha il tempo di condannare la giovane Verna apostrofandola come traditrice perché proprio non doveva permettersi, seguita dal suo fido scudiere, firmare e poi votare quella mozione di sfiducia nei confronti della Presidente Ferri divenuta ago della bilancia. Dimentica, anch’esso giovane, ma segretario piddino, che l’amministrazione a cui oggi il suo partito assicura l’esistenza in vita con quell’inutile accanimento terapeutico dell’appoggio esterno, non è nata sotto i migliori auspici. Come potremmo definire la chiusura del Cantiere e delle legittime aspettative delle ragazze e dei ragazzi che si erano affacciati fiduciosi alla politica se non un vero e proprio tradimento nelle aspettative?

E quella vana promessa, ribadita anche pubblicamente, di una presidenza del consiglio al giovane Nitti, naufragata anch’essa in un tradimento con un inciucio fra minoranza e parte della maggioranza senza che lui, il sindaco, avesse una parola di conforto per il Nitti che subito dopo contro gli si è rivoltato?

E le dimissioni dell’assessore Lioce che sbattendo la porta denuncia anch’essa a suo modo il tradimento del programma e delle linee programmatiche? Considerare tradimento l’imposizione forzata di un assessore da parte dell’iniziale gruppo misto Verna Fortunato, senza ricordare il tradimento della Arianna Zizzo che abbandonando il gruppo PD in Consiglio, ma non i suoi voti, invece di dimettersi, scelta più stilisticamente apprezzabile, prosegue nella sua strada di battitrice libera collezionando punti vitali sotto rete?

Dimentica anche il tradimento per eccellenza, il giovane segretario PD preso com’è dal latinismo e dalle traduzioni che sempre un dramma sono quando ti arrivano come compito in classe all’ultima ora. Quello perpetuato in danno degli assessori PD, che vero sono stata una scelta libera e consapevole del Cessa sindaco, ma che non sono riusciti, come tradimenti, ad avere la giusta punizione da parte di un partito occupato in congressi, mozioni, primarie e segreterie stravaganti. Ma si sa, il PD da tempo ha abbandonato la strada della sinistra tradendo quella storia con quella del liberismo.

Se poi, per completare il quadro, volessimo riconoscere ai traditori e ai tradimenti il sale della vita, potremmo anche farlo.

Sapete che noia sarebbe stata la nostra vita senza Giuda ed il suo millenario tradimento?

Ma della nuova presidenza ne vogliamo parlare?

to be continued

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