Loading

Tranquilli, non potrete sbagliare. La Sinistra non c’è.

Probabilmente una delle più brutte campagne elettorali che abbia mai conosciuto il paesello, iniziata ancor prima che Vito Cessa cadesse rovinosamente dallo scranno più alto, ci consegna un paese abbandonato sempre più a se stesso senza che in questo lungo interregno la politica abbia dato segnali di vita. Occupati tutti com’erano alla ricerca dell’alleanza perfetta che potesse garantire la vittoria al primo turno cercando di lasciare per strada gli avversari più temibili ed andando a scovare i candidati che almeno un gruzzoletto di voti possedessero da immolare alla causa, i candidati sindaci e le coalizioni che a loro fanno capo ci hanno deliziato con convegni, seminari, giardinaggio e raccolta rifiuti. Nel frattempo decisioni contestabili e decisamente opinabili da parte di un Commissario Prefettizio, che aprivano scenari non del tutto convincenti, sono rimaste tutte sul tappeto senza che la politica avesse la voglia di dire la sua.

Vedremo come e quando darà risposte a quesiti certamente non secondari.

E così, fra una marea di voti disgiunti che si affacciano all’orizzonte per colmare il gap innegabile fra candidati sindaci e consiglieri che mai hanno abbandonato l’idea di sedersi su quelle poltroncine blu del consiglio comunale, la campagna elettorale più disgraziata di sempre prosegue come se niente fosse.

Fortunatamente solo 16 giorni di passione ci separano dalla data fatidica del 10 giugno quando saremo chiamati alle urne per eleggere il sindaco e i consiglieri che, a capo della piramide, saranno i custodi del nostro cammino, forse, per i prossimi 5 anni.

I 5 candidati sindaci son venuti allo scoperto e con la complicità di illustri e stimati professionisti circondati da illustri sconosciuti con gli immancabili parenti serpenti che si sono prestati, non sappiamo quanto volontariamente a supportarli, si presentano nel narcisismo elettorale.

Armati di frasi ad effetto, programmi roboanti, ammiccamenti seguiti dalle immancabili promesse elargite a profusione, vanno alla ricerca dell’ultimo voto che potrebbe fare la differenza. 183 candidati consiglieri, armati sino ai denti con il “santino” magico sempre in tasca e pronto in ogni occasione a essere esibito con quella foto photoshoppata, attendono fiduciosi che lo scrutinio finale non riporti quello zero preferenze perché solo allora si accorgerebbero, nonostante la cifra spesa, che la presenza era una casella vuota da riempire per riuscire a chiuderle quelle liste. Anche molte donne utilizzate per quella triste storia delle “quote rose” necessarie per quella parità ed emancipazione a parole.

Caravella Antonello, Mirizio Agostino, Nitti Giuseppe, Ronghi Lorenzo e Spinelli Antonietta, in rigoroso ordine alfabetico, con la truppa dei candidati che li seguirà come un’ombra, almeno fino al 1° turno, al ballottaggio si vedrà, saranno quelli che ti fermeranno per strada, ti pagheranno il caffè o il panino, ti saluteranno calorosamente come mai fatto in vita loro sino a pretendere il bacetto, che fa tanto confidenziale. I tuoi problemi di lavoro saranno i loro problemi, come quelli del figlio che una sistemazione non trova o della nonna in carrozzina che neanche una boccata d’aria fuori casa può prendere perché le barriere fra lei e l’aria sono insormontabili. Ti costruiranno parchi giochi all’ultima moda e promettendoti che solo loro sono al servizio della “gente”, le scuole belle ti faranno diventare; le tasse diminuiranno e per ammirare Plaza de la Revolución non ci sarà bisogno di prendere l’aereo, basterà andare in Piazza Moro che tutti, ma proprio tutti, vorrebbero trasformare.

Ma a parte le promesse da marinaio di una notte d’amore sarà solo la destra neoliberista e conservatrice che risolve tutto militarizzando la città, coniugata in tutte le sue declinazioni attraverso i partiti politici e le tante liste camuffate da civiche che attraversa anche il movimento grillino, ad essere presente.

La Sinistra, quella vera, sarà completamente assente.

Il PD di sinistra? Qualche giorno fa, Rosy Bindi, certamente non una pericolosa comunista stalinista, ma l’erede della migliore tradizione del cattolicesimo progressista, in un’intervista a La7 diceva: «In Italia c’è una domanda di sinistra, ma non c’è una risposta» ed aggiungeva «Il ciclo politico del Pd è finito, deve solo sparire».

Pensiamo che questo valga anche per Casamassima, ridente paesello a sud est la grande metropoli, che, nonostante le insegne su sezioni di partito in Piazza riportino alla mente il proletariato, vuoi per scelta, vuoi per autocombustione, vuoi per mancanza di coraggio, rimangono fuori come fuori sono rimaste da tempo immemore le lotte contadine che anche in questa terra hanno mietuto diritti dimenticati. Completata la suddivisione dell’atomo di una Sinistra inconcludente anche nelle sue forme unicellulari, nuovi profeti si affacciano all’orizzonte sperando in una radicale trasformazione del Partito Democratico che se non si dovesse avverare la profezia della Bindi, senza estinzione non potrà ripartire.

Ma qui dei candidati sindaco dobbiamo parlare.

All’infuori di clamorose smentite dell’urna, di cui prenderemo rispettosamente atto, potrebbero essere Agostino Mirizio da una parte e Giuseppe Nitti dall’altra a contendersi la fascia al collo. Per gli altri candidati troppa approssimazione, molte inesattezze, troppi rimpianti e autocompiacimenti accompagnati da presunzione finanche senza proprietà di linguaggio alla ricerca di un posto al sole agognato da tempo e che ora, attraverso liste zerbino, vorrebbero verificare. Il Movimento 5 Stelle, mattatore nelle ultime politiche del 4 marzo, fra candidati inesperti ed una squadra di assessori che non sta riscuotendo il consenso sperato, potrebbe sperare solo su un voto di protesta dato al simbolo. Ma anche questo, viste le scelte di governo di questi giorni, comincia a deludere come tutti gli altri.

A nostro avviso solo Agostino Mirizio, con una energica coerenza ideologica che accompagna le sue liste e Giuseppe Nitti, forte di un’alleanza che vede al suo interno accanto al mondo politico anche personalità della società civile potrebbero contendersi la vittoria. I programmi sovrapponibili per larga parte per tutti i candidati in campo, incideranno molto relativamente, crediamo, sulle scelte che porteranno l’elettore a decidere su l’uno a scapito dell’altro. Le 5 liste a sostegno di Giuseppe Nitti con quei 77 candidati consiglieri potrebbero aver campo libero nella conquista del consenso almeno per quanto riguarda il primo turno. La valenza ideologica dell’elettorato di Agostino Mirizio, nonostante i 45 candidati consiglieri in meno, potrebbe catalizzare l’elettorato che potrebbe preferire i partiti a destra ad una amalgama di esperienze diverse.

Ma sarà al secondo turno che la lotta si farà veramente dura.

 

Commenti

commenti

Leave a Reply