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Tutti al Majorana. (Con il condizionale).

Prego sig. sindaco.

«Innanzi tutto devo fare una puntualizzazione.

A me dispiace che sulla scuola non ci sia alle volte  chiarezza nella comunicazione all’esterno e che magari si utilizzi il concetto sicurezza quando per esempio si tiene il cantiere aperto alla Rodari per consentire la consegna nei tempi da crono programma, ovvero dicembre, e quindi per la questione sicurezza poi si fanno e si mettono in moto una serie di azioni che di fatto costringono a chiudere la scuola e a rallentare i lavori quando poi i tempi per la consegna dei progetti  come ha ben spiegato l’ing.   l’architetto sono tali da richiedere un certo lasso  di tempo allora nella sicurezza, per la sicurezza, la sicurezza passa in secondo piano perché è importante che venga rispettata una certa tempistica.

Allora, dobbiamo chiarirci.

Noi dobbiamo garantire che i lavori vengano fatti bene perché parliamo di istituti pubblici, che siano scuole o palazzi comunali o stadi l’edificio pubblico deve essere fatto a norma e noi dobbiamo mettere la massima sicurezza chiaramente nei tempi giusti per cui i tempi saranno quelli giusti perché i lavori vengano fatti, vengano progettati e poi realizzati nella massima sicurezza. 

L’importante non possiamo oggi prendere in prestito il tempo e domani la sicurezza e palleggiarci perché è chiaro che sembra che un elemento vada a detrimento dell’altro. Si va di pari passo, con la sicurezza, i lavori fatti bene e la tempistica.

 

Sulla Collodi noi abbiamo nutrito timori, sulla possibilità che i lavori fossero ultimati per luglio agosto 2017 già quando abbiamo stipulato la prima convenzione con la Città Metropolitana tanto è vero che in quella convenzione abbiamo fatto mettere in calce la possibilità di andare in proroga quindi di prorogare, praticamente la locazione.

D’accordo.

Perché realisticamente riteniamo che oltre che essere più complessi nella fase progettuale, i lavori, sono forse più complessi anche nella fase di realizzazione. Tenete presente che i termini erano circa trecent un anno perché si completassero tutti i lavori della Collodi contro i si tre mesi scarsi credo per la Rodari, già a monte il lavoro era molto più complesso.

E chiaro che noi auspichiamo, faremo di tutto perché si concludano anche questi per luglio agosto 2017, ma chiaramente abbiamo qualche riserva ecco perché già nella convenzione stipulata l’anno scorso, quest’anno, messa in cantiere l’anno scorso e stipulata quest’anno abbiamo previsto la possibilità di andare in proroga con la locazione e quindi ci stiamo già attivando con una serie di passaggi procedurali che ci permetteranno di definire in maniera tempestiva la possibilità di ricorrere ai locali della collodi che sono quelli fra il pianterreno , della Rodari, del Majorana che noi abbiamo ristrutturato, infatti sono delle aule che non sono a servizio della scuola, almeno per quanto riguarda le classi, e che noi abbiamo ristrutturato e sui quali abbiamo già fatto un’opzione quest’anno.

 Abbiamo già messo in moto tutto un iter procedurale questo a conferma che ci teniamo  e crediamo che le cose vanno gestite in maniera tempestiva.

Ribadisco che i tavoli tecnici non sono più tavoli tecnici ma sono tavoli cosi dire iter istituzionali per cui noi incontriamo periodicamente, credo siamo architetto che siamo già al terzo incontro con la dirigente scolastica, almeno di quelli formali comunque…..

Incontriamo la dirigente, la rappresentante dei genitori, c’è l’ufficio tecnico, c’è la parte politica con il sindaco e l’assessore e nonché chi anche diciamo di volta in volta è coinvolto per cui noi stiamo tenendo informata la scuola in tempo reale e devo dire che c’è un lavoro di reciproca collaborazione perché chiaramente  loro ci  sollevano e ci dettano i tempi su quelle che sono le loro scadenze e noi chiaramente su questo anche moduliamo i nostri interventi     

Anche per quanto concerne le Rodari dove più ottimisticamente contiamo di poter consegnare la scuola per l’estate quindi per consentire l’avvio dell’anno scolastico nella sua regolarità a settembre è chiaro che in via cautelativa vogliamo avere delle garanzie e una soluzione alternativa, il famoso piano B, e che è un piano B che nessuno auspica si  debba realizzare ma ripeto siccome non è il Comune che andrà a fare i lavori sul cantiere, noi abbiamo una ditta che anzi sta spingendo per riprendere i lavori sul cantiere, abbiamo dei progettisti che abbiamo sollecitato,   abbiamo fatto più incontri anche informali con l’architetto Sgobba e chi si è interfacciato con lui, io personalmente l’ho incontrato in un pò di occasioni, e siamo stati con l’architetto molto molto categorici e fermi affinché i tempi di consegna fossero i più celeri possibile.
Dicevo, mettiamo in conto anche la possibilità che un inconveniente qualunque possa ritardare la consegna anche della scuola Rodari  per cui abbiamo già avviato una fase interlocutoria con la dirigente, ho fatto un sopralluogo proprio qualche giorno fa per verificare la disponibilità degli spazi, diciamo che in linea di massima una disponibilità di spazi ci dovrebbe essere, per cui abbiamo già individuato in base al numero di iscrizioni che la scuola ha ottenuto quest’anno, però ecco sono una serie di valutazioni molto preliminari   che chiaramente andremo ad approfondire anche con la Città Metropolitana chiaramente è quella che gestisce la scuola, chiaramente memori di quelli che sono stati gli iter procedurali appena trascorsi, quindi sappiamo benissimo che i tempi questa volta li dobbiamo anticipare, lo stiamo facendo, stiamo a marzo e gia ci siamo attivati per cui l’obbiettivo è arrivare per lo meno garantire, ecco che le scuole possano riprendere il loro anno scolastico nel massimo confort.       

 Auspichiamo i loro istituti di appartenenza e dove non sarà possibile con delle soluzioni che siano altrettanto confortevoli e funzionali come si sta verificando e chiudo, ma mi preme dirlo, la soluzione Majorana è una soluzione veramente particolare perché si sta verificando una bella integrazione tra le scuole presenti, nonostante le differenze di età, e non ultima la manifestazione quella che è stata promossa il 21 marzo sulla lotta alle mafie esatto e a tutte le criminalità dove ci è stata una manifestazione integrata con i vari istituti presenti e anche le attività che svolgono al loro interno testimoniano una bella integrazione e una bella reciproca accoglienza».   

Quello che avete appena letto è l’intervento del sindaco nell’ultimo Consiglio Comunale del 24 marzo scorso. Rispondeva ad una interrogazione presentata dalla consigliera Stefania Verna in riferimento “all’emergenza scuole” Rodari e Collodi ed ai tempi di consegna delle due scuole nella piena disponibilità dei suoi fruitori.

Dalle dichiarazioni del sindaco, questa volta, notiamo che i dubbi che molti di noi da tempo nutrivano su quelli che sarebbero stati effettivamente i tempi di fine lavori, cominciano ad “albergare” anche nella sua mente, e guardingo con passo felpato, anche lui riconosce che qualche problema e qualche dubbio sull’effettiva consegna delle scuole per l’anno scolastico prossimo, lo assale.

A parte le solite manfrine in politichese che nascondono verità ancora non svelate del tutto, vorremmo conoscerle queste verità nascoste se nascoste sono, alcune domande, come al solito, solleticano la nostra curiosità.

Prima del sindaco interviene l’assessore Vitangelo Ardito.

Scuola Rodari.

Nella sua ricostruzione afferma, fra le altre cose, che a novembre 2016 alcune demolizioni alla Rodari ne provocavano un trauma strutturale. A seguito di queste demolizioni si procedeva ad un campionamento dei materiali esistenti e costituenti la scuola le cui prove di laboratorio ne constatavano la bassa qualità dei materiali utilizzati in fase di costruzione; il cemento non rientrava nei parametri di legge, ma, a detta dell’assessore è un fatto non particolarmente preoccupante.

Primo interrogativo:

non siamo dei tecnici, né ingegneri e né architetti e neanche esperti strutturalisti, ma se una costruzione è realizzata con materiali non idonei, possibile che non ci possano essere problemi?

Il cedimento strutturale è stato causato, allora, da cattiva progettazione, da svista, da imperizia oppure si  sarebbe verificato lo stesso proprio per la constatazione che i materiali utilizzati in fase di costruzione non rispettavano i parametri legge?

Scuola Collodi.

Secondo l’assessore la situazione della Collodi sarebbe di gran lunga più “grave e problematica” rispetto a quella della Rodari.

Progettata in tempi di molto anteriori a quelli che ne dovrebbero garantire per legge la antisismicità, la struttura nella sua interezza non garantirebbe la resistenza ad un terremoto che si espliciterebbe attraverso forze dinamiche. Anche le diverse fondazioni, a plinto e a travi rovesce, sarebbero un problema tecnico da risolvere. In definitiva il costo dell’adeguamento sismico della Collodi, sembra di capire, costerebbe di gran lunga molto di più rispetto all’abbattimento e alla ricostruzione dell’intera Scuola.

Anche qui un interrogativo:

In fase di progettazione non si sapeva che le fondazioni, tecnicamente diverse, avrebbero causato problemi nella realizzazione di quanto si andava progettando?

Perché accorgersi solo ora?

Altra nota degna di approfondimento è quella che vedrebbe l’assessore asserire che vi è, per così dire, un rapporto estremamente burrascoso sia con i tecnici che con i progettisti.

A cosa è dovuto questo conflitto per spingere Ardito a dire che bisognerebbe addirittura picchettare lo studio del progettista?

La Città Metropolitana interviene in prima istanza sui lavori alla Rodari e solo in seconda battuta su quelli della Collodi che al principio non sembra possano rientrare nelle sue prerogative.

Poi, come un difensore e per evitare che l’attaccante si avvicini all’area solo davanti al portiere, interviene a gamba tesa anche su quelli della Scuola dell’Infanzia. Perché?

Quale l’anello di congiunzione che legherebbe indissolubilmente i lavori della Rodari a quelli della Collodi?

Anche questo sarebbe interessante capire, come interessante sarebbe capire, quali siano i soggetti di volta in volta interessati all’intera vicenda e i cui i nomi e cognomi non si rendono pubblici.

E veniamo al sindaco.

A parte le considerazioni sulla sicurezza, quali gli elementi in suo possesso per renderlo questa volta particolarmente cauto nell’affermare con sicumera, come peraltro fatto sino a qualche tempo fa, che tutto è sotto controllo e che non ci sarebbero problemi per l’anno scolastico prossimo venturo? Quali gli elementi in suo possesso da spingerlo addirittura a dichiarare in calce con la Città Metropolitana che la locazione del Majorana valida solo per quest’anno scolastico probabilmente dovrà essere prevista e prorogata anche per il prossimo?

E per il prossimo possibile che tutto possa essere di così facile realizzazione?

Attualmente la Collodi è ospitata al pian terreno del Majorana.

Delle 15 classi della Rodari, 13 sono ospitate sempre al Majorana, ma al primo piano. Due classi invece, ricordiamo, sono ospitate presso la Succursale della Scuola Media.

Il secondo piano del Majorana è occupato interamente dalle classi della Scuola Superiore.

Considerato che il Majorana, dopo le iscrizioni per l’anno scolastico prossimo, può formare 5 nuove prime classi, non avrà bisogno di occupare forse parte di quelle occupate oggi dalla Rodari visto che non ha ancora le quinte che lasciano l’Istituto?

Se ciò si verificasse, la convivenza e l’integrazione così positiva di cui parla il sindaco fra studentesche così diverse per ordine e grado, si dovrebbe concretizzare sullo stesso piano?

Il primo del Majorana?

E per i bagni, per esempio, ci sarebbe la possibilità di suddividerli fra maschietti e femminucce?

Fra Studenti della primaria e studenti del superiore?

Altro interrogativo che penso importante.

La Rodari e la Collodi, attualmente non agibili, hanno ricevuto dalla Regione il codice meccanografico che le identifica come Scuole?

Come ricordato dal consigliere Rino Carelli attraverso questo codice che certifica l’esistenza in vita di un Istituto Scolastico si provvede a determinare anche il numero di insegnanti e personale ATA.

Per la Rodari e la Collodi, da questo punto di vista, possiamo vivere sogni tranquilli?

A proposito, il numero degli iscritti alla Rodari e alla Collodi, può essere comunicato ufficialmente?

Nel frattempo i tavoli tecnici pubblici ed aperti sono diventati tavoli iter istituzionali (perché?) e le informazioni che dovrebbero essere garantite non solo ai genitori dei frequentanti ma anche di quelli che lo diventeranno, sembrano scarse ed insufficienti.

Cara consigliera Stefania Verna, questi sono gli interrogativi che vorrei sottoporre alla Sua cortese attenzione. Mi aiuti a dissolvere come neve al sole i dubbi che mi lasciano credere che anche il piano B prospettato dal sindaco e che vedrebbe la soluzione di tutti i mali nelle mura del Majorana, la trovo di difficile comprensione.

Non è che magari ci vorrebbe un piano C?

Faccio mia l’esortazione iniziale del sindaco:

«A me dispiace che sulla scuola non ci sia alle volte  chiarezza nella comunicazione all’esterno»……

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