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Ulla, la ragazza che ti trastulla.

Cari tutti, siete stati avvisati: da giovedì 21 marzo 2019 e sino a sabato 21 marzo 2020 se per sbaglio o per volontà farete salire a bordo della vostra fiammante fuoriserie o del vostro sgangherato tre ruote la persona dedita al meretricio (è l’abito che fa il monaco?) oppure se contatterete la persona dedita al meretricio o ancora fermerete il veicolo in prossimità della persona dedita al meretricio sarete passibili di contravvenzione, perché sarà vietato a chiunque assumere atteggiamenti e comportamenti tali da offendere la pubblica decenza e comunque preordinati alla domanda di prestazioni sessuali a pagamento, con conseguente interferenza con il regolare svolgimento della circolazione stradale. I conducenti dei veicoli, poi, non potranno creare situazioni che producano intralcio alla viabilità compiendo manovre pericolose e sconnesse (improvvisi rallentamenti o frenate, conduzione del veicolo a velocità eccessivamente ridotta, andamento zigzagante, ecc.) che costituiscano fattori di rischio per gli altri utenti della strada (pedoni e conducenti di altri veicoli).

La sanzione amministrativa applicata potrà valere da € 75 sino ad un massimo di € 500, ma se pagherete entro 60 giorni dalla contestazione potrete cavarvela con una ammenda ridotta pari a € 150.

Quindi da oggi e sino a sabato 21 marzo 2020 (segnatevi sul calendario la data) fate attenzione quando per un motivo o per un altro percorrerete la

  1. SS 172 (Casamassima – Turi);
  2. complanare est della SS 100;
  3. complanare ovest della SS 100;
  4. SP 84 (Adelfia – Rutigliano);
  5. in prossimità dell’intersezione denominata in gergo “Cinque Strade” su cui confluiscono le strade SP 84 e SP 94 (svincolo per i Comuni di Adelfia, Casamassima, Rutigliano, Cellamare e Valenzano);

perché se vi beccheranno forse solo mentre rallentate per ammirare il lato B di Ulla, la ragazza che ti trastulla, la lex dura lex del sindaco di Casamassima Giuseppe Nitti vi punirà senza pietà per quel maledettissimo vizio che avete di essere attratti da quei tacchi a spillo e da quelle minigonne mozzafiato che manco in televisione vi fanno più vedere.

(Alessia Marcuzzi in Tv)

Mette la testa sotto la sabbia il giovane sindaco avvocato penalista Nitti balzato agli onori della cronaca, che con un’ordinanza da applicare su tutto il territorio di Casamassima, a modo suo, vorrebbe contrastare il mestiere più antico del mondo che mai nessuna crisi economica planetaria ha scalfito. Ed allora, non potendo multare quegli sporcaccioni che a puttane vanno in quanto il sesso a pagamento non è perseguibile per legge, pensa bene di seguire l’esempio dell’indimenticabile e incancellabile faro della politica casamassimese che risponde al nome dell’intramontabile Mimmone Birardi. E così quel libidinoso essere attratto da quel culo che sembra scolpito da Michelangelo tanto è bello e sodo, dovrà inserire il pilota automatico se non vorrà zigzagare sulla strada rischiando l’ammenda. Neanche gli occhi, rimasti unico baluardo contro le brutture del mondo, potranno trovare refrigerio.

(Corso Garibaldi, un’arteria di Casamassima divenuta una bruttura)

E invece no. Dovete soffrire sembra voglia dire il Giuseppe nazionale di provincia, che dopo quella scorpacciata di like che fanno tanto buon umore se ne frega del povero impiegato che, dopo una giornata estenuante in ufficio, pure la moglie “cessa e rompi maroni” trova a casa che l’aspetta magari con quel pigiamone afflosciante che se fosse pure asettico sarebbe meglio:

Ed allora, contro il logorio della vita moderna che neanche una “sveltina” fuori dalle regole ti permette, eccolo appostato il castigatore del malcostume che, non apprezzando gli abiti succinti della Marcuzzi in TV che fa tanto Convegno di Verona sulla famiglia tradizionale, vorrebbe con un colpo di spugna, senza idea alcuna, debellare la prostituzione dimenticando, perché tanto chi se ne frega dello sfruttamento che un’ordinanza non potrà mai debellare comprese le cause di tutto ciò che sociologi, psicologi, storici e politici mai sono riusciti a risolvere con un ordine che serve solo ed unicamente a spostare la polvere sotto il tappeto.

(Un dipinto su un lupanare a Pompei)

(Il papiro egizio 55001 risalente al 1150 A.C.)

Ed invece di studiare, magari con qualche assessore con delega ai servizi sociali – difficile studiare -,  politiche che possano contrastare, con la complicità determinante delle donne, questo cattivo vezzo dei maschietti di sfogare istinti a lungo repressi o magari adoperarsi per una seria politica nazionale che possa quantomeno arginare il fenomeno millenario, si concentra sul buongusto e sul buon costume che sinceramente non capiamo bene cosa voglia dire e che ci riporta alla memoria quel perbenismo mai tramontato del bel Paese di Vizi privati e pubbliche virtù.

Sembra quasi che il dibattito che ultimamente sta animando l’opinione pubblica italiana, che stufa del sesso venduto per strada senza ricevuta fiscale detraibile, vorrebbe riaprire le case chiuse, non interessi la politica nostrana che risolve il problema coprendo o cercando maldestramente di tappezzare quelle donne in strada che vendono sé stesse o perché sfruttate da quegli stessi perbenisti che le vorrebbero ammantare o per libera scelta o libero arbitrio che al giorno d’oggi mal visto è. Se poi nessuna ordinanza chiuda quei bordelli aperti in qualche palazzone o palazzotto di periferia poco importa purché sia lontano dalla vista delle bizzoche.

(La figura di Priapo, a Pompei, che campeggia all’ingresso della casa dei Vettii)

Come farebbe poco un’ordinanza che nessuno si sogna di spandere per educare i soliti noti che fischiando emettendo suoni gutturali da brivido salutano la donna, magari avvenente, che passeggiando in piazza passa sotto il balcone pure del sindaco.

Affrontare il problema della prostituzione maldestramente con una ordinanza dimenticando che il sesso è il motore su cui gira l’intera umanità non è solo puerile, ma scandalosamente ipocrita e poi, caro sindaco Nitti non dimentichi, come le ricordano sue affezionatissime elettrici, che anche altri problemi andrebbero risolti:

Ma il punto di non ritorno per questa ordinanza fotocopiata, nel senso letterale del termine, da quella n. 7 del febbraio 2014 a firma dell’allora sindaco Mimmo Birardi, sono le dichiarazioni di Nitti rilasciate a margine: «Non si poteva rimanere indifferenti rispetto ad un problema sociale dalle mille sfaccettature. Il fatto che sulle strade ci sia mercimonio di esseri umani merita una presa di posizione netta e decisa da parte delle istituzioni».

E così come per “combattere la tratta di esseri umani” chiudiamo i porti permettendo la morte dei bambini e dei loro genitori in mare, così, per combattere lo sfruttamento della prostituzione e per tutelare le donne, non combattiamo chi su quelle strade le mette, ma le donne sfruttate.

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