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Un seggio alla regione vale più di 11 mila euro al mese.

Nonostante di anni ne siano passati tanti, la politica è sempre di più sangue e merda.

Saranno due, salvo candidature dell’ultimo minuto, i concittadini del paesello a sud est che correranno per accaparrarsi una comoda poltroncina nel Consiglio Regionale della Puglia per la miseria di undicimila euro al mese.

Saranno Ninni Columbo, che come il fantasma del Louvre torna alla ribalta dopo aver macinato anni di politica e la giovane speranza Azzurra Acciani che dopo appena due anni da quando occupa l’assessorato alla cultura, alla pubblica istruzione e all’innovazione del paese (tenuto nascosto ai più) azzurro, si contenderanno quell’ambita poltroncina in quella sala nuova di zecca con tanto di aria condizionata.

Tutti e due, il maschietto e la femminuccia, sostenitori del Presidente uscente Michelone Emiliano. L’uno, il Columbo, nella lista Popolari con Emilano e l’altra, la Acciani, nella lista Italia in Comune.

Ma se per Columbo, da sempre seduto nei banchi del centro destra, un giudizio sarebbe possibile, per la nuova rivelazione Acciani, seppure ci applicassimo, le ragioni non le capiremmo.

Perché mai si dovrebbe scegliere di affidare le sorti della regione alla giovanissima assessora di Casamassima? Forse per quell’attaccamento dimostrato nei confronti del sempre più fantomatico paese azzurro per l’istallazione di quelle carinissime farfalline blue? O per il sostegno, da donna, alle centinaia di mamme alle prese fra la lezione a distanza dei figli durante la chiusura delle scuole ed il lavoro fuori e dentro casa ? O per il supporto, da assessore alla pubblica istruzione, agli studenti durante il lockdown ”scuola”? Oppure per il saluto fuori tempo massimo di fine anno scolastico con le riprese mozzafiato del drone con il palloncino si divenuto poi palloncino no? Oppure per aver tranquillizzato tutti sull’inizio dell’anno scolastico senza problemi? O per l’impegno profuso affinché i piccoli di via Lapenna terminassero la propria Odissea in quei locali alla strada? O per il Natale Blu catalizzatore di orde di turisti che è costato quasi 50 mila euro? Forse che le ragioni siano da ricercare per il programma estivo di eventi a cui molti, polemizzando, cercano, riuscendoci, a sottrarsi? O al cinema sotto le nuvole vista la partecipazione del «popolo»? Forse quasi certamente per aver con tutte le forze messo in risalto le peculiarità delle tante associazioni presenti sul territorio abrogando di fatto lo “ius primae noctis?

E se per Columbo la candidatura ricade fra quelle di servizio potremmo considerare anche quella dell’Acciani una candidatura naturale?

Ma è’ quel comitato elettorale in piazza che apre scenari interessanti. (A proposito, chi paga?)

In quel luogo, che ha visto prima la presenza di Controvento, associazione giovanile in cui ha militato il Nitti sindaco, per poi passare alle strette dipendenze di Forza Italia guidata al paesello da Columbo, ed oggi con i faccioni di Acciani e Crudele, si giocherà il destino del borgo a sud est la grande metropoli.

Perché l’assessora Acciani in coppia con Crudele sarà presentata all’elettorato. E dopo l’esperienza traumatica per Abbaticchio alle Europee dove il responsabile provinciale di Italia in Comune (Giuseppe Nitti) nulla ha potuto per la scarsità di voti, oggi si tenta la strada con Crudele capo cordata alle regionali con un pedigree di tutto rispetto visti i dieci anni come sindaco di Capurso.

Ma il corto circuito nella stanza dei bottoni è già in atto.

Italia in Comune, nonostante da sempre avesse designato il Nitti quale segretario responsabile per la provincia di Bari, ha ad oggi in consiglio comunale solo un unico rappresentante peraltro in coabitazione nel gruppo misto. Nessuno degli eletti nella sacra lista del sindaco si è permesso di dichiararne apertamente l’appartenenza, scacciando Italia in Comune. Se a questo dovessimo aggiungere i rumors che danno qualche consigliere di maggioranza in procinto di guidare la volata ad altri candidati della grande coalizione Emiliano e poi sommare l’indisponibilità di due assessori che sembrano da sempre essere legati a Salvini, non vi sembra che l’elettricista sia necessario per scongiurare il cortocircuito?

E’ vero, la politica è sangue e merda. Passione poca.

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