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Una nuova figura: il Direttore Generale.

Amministrare la cosa pubblica non è certamente azione facile. Frizioni giornaliere, anche se si volessero minimizzare, rappresentano per la “politica”, simboleggiata anche dalle varie “anime” che compongono una coalizione di governo cittadino, ostacoli molte volte insuperabili.

Oltre che costretta a trovare il punto di equilibrio fra le diverse posizioni interne, la politica si dovrà certamente preoccupare di attuare le scelte facendo i conti con la “burocrazia” e con le sue regole. In questi casi trovare la stabilità è essenziale al fine di  “concordare” il percorso da seguire per il raggiungimento del “fine prefissato”. E così, il sindaco, stretto nella morsa della responsabilità fra il “programma di governo” che lo ha fatto eleggere, la politica che lo ha portato a rivestire quel ruolo e la burocrazia rappresentata dagli uffici che le risorse in sinergia dovrebbe trovare per raggiungere i traguardi sperati, sceglie una figura di sua fiducia super partes, che sappia al meglio organizzare l’andamento del Comune. Ed è per questo che molti Comuni in questi ultimi anni si stanno dotando del Direttore Generale dell’Ente. Il City Manager scelto al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, e secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive impartite dal sindaco, e sovrintende alla gestione dell’ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza. La nomina, che avviene su proposta del sindaco, è deliberata, non in forma vincolante, dalla Giunta Comunale che può, in qualsiasi momento, procedere anche alla revoca. Al Direttore Generale, da molti definito anche come il Super Assessore, di chiara natura e provenienza politica, con funzione di raccordo tra gli assessorati piuttosto che di coordinamento e stimolo dell’attività dirigenziale compete, in particolare, la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi previsto dall’articolo 197 del TUEL, comma 2 lettera a), nonché la proposta di piano esecutivo di gestione previsto dall’articolo 169. A tali fini, al Direttore Generale rispondono, nell’esercizio delle funzioni loro assegnate, i dirigenti dell’ente, ad eccezione del segretario del Comune.

Il Direttore Generale quindi, visto come la figura istituzionalmente preposta a scardinare le vecchie concezioni burocratiche poco inclini a sviluppare una reale pianificazione dei risultati attraverso una strategica definizione degli obiettivi da raggiungere.

Non sappiamo se anche a tale figura si riferisse il sindaco Giuseppe Nitti quando in campagna elettorale, in più di un’occasione, ha ribadito il proposito di formare uno staff del sindaco che al meglio lo potesse assistere nel gravoso compito di amministrare Casamassima. Alla luce poi dei numerosi pensionamenti che in questi primi mesi di mandato del sindaco, sta vivendo la macchina “burocratica amministrativa” del Comune, anche se le maglie della spending review sono strette, non sarebbe difficile trovare le risorse.

 

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