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Vito Mazzei e il sindaco giardiniere a cui piace il cemento.

«Se non c’è amore, non solo inaridisce la vita delle persone, ma anche quella delle città».

(Lila a proposito di Didone – L’Amica geniale – Elena Ferrante)

Era il 14 aprile 2018 quando Vito Mazzei, il fido “caporale di giornata”, agli ordini del “generale di corpo d’armata”, innaffiava beato e spensierato quei fiorellini che con tanto amore e dedizione abbellivano quel piccolo spazio verde all’imbocco di via Conversano.

(Vito Mazzei mentre innaffia i fiorellini “elettorali” del sindaco)

Erano i sabati del fare elettoralistici dell’esercito di Giuseppe Nitti che da capo turbo-mondialista-giardiniere-cementificatore-agronomista in erba, si dilettava a ripulire o rendere meno sgraziate aree verdi da tanto abbandonate e che soffrivano, come soffrono, di una manutenzione costante che manca e che val bene un abbattimento o una colata di cemento.

E Vito Mazzei, insieme ai tanti che affollavano quella giostra propagandistica non avrebbe mai pensato che ci potesse essere un domani in cui, silenti, affranti, sbigottiti, increduli e complici, avrebbero concesso a chicchessia, figuriamoci a loro stessi, di pensare agli alberi come legna da ardere destinata ad un vecchio fornaio che vuole rendere squisito il suo pane, le sue focacce e le sue pizze.

Mai avrebbe acconsentito, il Mazzei, perso il sorriso, che i suoi sforzi si sarebbero insabbiati sotto quei mattoni che, ingabbiando per sempre il suo pollice verde naturalista, lo avrebbe così duramente deturpato nell’animo.

(La squadra di giardinieri che al comando di Nitti, pianta i fiorellini oggi scomparsi sotto una coltre di cemento)

Chissà come si sentirà il caporale Mazzei e la miriade di fiori cultrici che con tanta diligenza ed entusiasmo avevano colorato quel praticello incolto che oggi, “ridato al decoro” (?), così definisce il giardiniere da campagna elettorale Nitti quel pezzo di terra, è solo un ricordo seppellito per sempre sotto quella distesa di noia.

Possiamo solo augurarci che finita questa pantomima, andato via questo falso sindaco giardiniere, il verde torni a risplendere.

(In questa foto e in quella di copertina il sindaco giardiniere e “agronomo” Giuseppe Nitti mentre disseta i fiorellini appena piantati)

Com’è diventata oggi, 5 febbraio 2020, la piazzetta di via Conversano.

Ma la domanda a cui non siamo stati in grado di dare risposta è come mai quella fioriera in cemento, una volta al centro della piazzetta, ora si sia spostata così verso l’esterno che a guardarla non ha senso alcuno. Ma poi, visto che quella fioriera è circondata da un cordolo su cui ci si può comodamente sedere, come mai si è deciso di spostarla così all’estremità facendo pendolare le gambe, una volta seduti, praticamente sulla strada?

Ma al centro della piazzetta, così come era sistemata prima, non svolgeva meglio il suo compito? Perché tutto quello spazio centrale non utilizzato? A chi e a che cosa servirà tutto quello spazio centrale lasciato libero?

E poi, anche un altra domanda non ci fa dormire la notte. Come mai per la rotonda-fontana distante solo qualche metro, nessun intervento è stato ancora previsto?

Eppure, se non ricordiamo male, anche lì le sapienti mani di Vito Mazzei, hanno contribuito ad abbellire ed infiorare.

(I giardinieri all’opera durante la campagna elettorale. Sullo sfondo Vito Mazzei che vigila sui lavori – clicca sulla foto)

Visto che fanno parte praticamente della stessa area, come mai il consigliere Mazzei non è riuscito a reperire qualche soldo da attingere dal fondo di riserva che pare più profondo del Pozzo di San Patrizio per donare nuova vita a quella rotonda-fontana “vittima” anch’essa dei suoi interventi elettoralistici?

(Come appare oggi quella rotonda-fontana)

Ed i giornali ora come intitoleranno?
Opere pubbliche incompiute?

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