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Una volta c’erano la Rodari e la Collodi.

Vorrei dire tante cose, ma le mie parole, ormai, forse non servono più, dovrebbero parlare le coscienze di molti, che però tacciono ancora e forse riproporranno questo scempio come cavallo di battaglia…per il resto, se a volte il silenzio è d’oro, in certe situazioni fa pensare al peggio.

(Matilde Gatto)

 

Quello è nato sotto una buona stella,

espressione che potrebbe essere utilizzata per tutti ad esclusione dei bambini che al paesello, seppur iscritti alla Scuola Rodari e Collodi, per imparare a far di conto, al Majorana in affitto devono andare.

Avremmo potuto usare questa metafora se queste bambine e questi bambini, non fossero nati tutti in una notte in cui le stelle in cielo manco a pagarne ne vedevi.

Si perde nella notte dei tempi il ricordo di quei cancelli che al mattino si aprivano per ospitare quelle bambine, quei bambini, che, chi in allegria, chi con il pianto a dirotto, con quello che geografia non aveva studiato e quella lì gelosa perché quel discolo là la merendina all’amica sua l’aveva data anziché a lei, si attardavano all’ingresso di scuola.

Ma la Rodari, oggi, è ancora chiusa.

Ma anche la Collodi è chiusa, che vi credete voi.

Per non farci mancare nulla due è meglio di una.

Consigli di circolo segretati, manifestazioni, cortei di proteste, discorsi dal sagrato di una chiesa, consigli comunali, esposti su esposti, vigili del fuoco, commissioni comunali e audizioni regionali, TV e giornali ……

Ma sono state le promesse quelle che hanno lasciato il segno.

Quei bambini, di promesse, ne hanno sentite tante. Troppe.

E alle promesse della scuola si son aggiunte quelle della politica e non ultima anche quella del Commissario Prefettizio di Casamassima che aveva assicurato tutti che a novembre i lavori sarebbero ripresi e terminati entro la fine dell’anno, (penso si riferisse al 2017) in modo tale che le bambine e i bambini, piccoli cittadini studenti, con i loro grembiulini nuovi (manco il grembiule nuovo volete comprare?), si sarebbero diretti con i regali della Befana finalmente verso le loro Scuole, sistemate, agibili, belle come appena costruite.

Ma mentre novembre 2017 è iniziato, i lavori promessi, no.

Eppure sembra, il condizionale è d’obbligo, che gli ambienti  all’interno della Rodari siano stati tutti completamente finiti. Tinteggiati di fresco, con tutti quei nuovi infissi, le luci e tutto l’occorrente “a posto”.

Ma i più informati sostengono, ma anche qui conferme non ve ne sono, che un contenzioso fra l’impresa ed il Comune sia la causa per cui i lavori all’esterno non riprendono. Sembrerebbe che l’impresa vanti crediti per una fantomatica quanto inesistente sospensione dei lavori.

Sarà vero? Sarà falso?

E quale sarà l’importo di questo contenzioso?

Chi ci informerà?

Chi terra informati quei cittadini studenti e le loro famiglie?

Chi informerà la cittadinanza tutta?

Se il tecnicismo della burocrazia avesse seguito la strada degli ultimissimi iter che, senza indugio, hanno interessato il paesello, saremmo ancora in queste condizioni?

Per la Collodi: tutto da rifare?

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