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Il lato oscuro di Madre Teresa di Calcutta.

Nata a Skopje il 26 agosto 1910, morta a Calcutta il 5 settembre 1997 è divenuta santa il 4 settembre 2016 per mano di Papa Francesco.

Controversa la missione e la vita di Madre Teresa di Calcutta.

Non è bastato il Premio Nobel per la Pace nel 1979, per allontanare da questa piccola donna vestita con un saio bianco a strisce azzurre, nata in Macedonia e fondatrice delle Missionarie della carità, sospetti, inchieste, dicerie che ancor oggi, a distanza di anni e dopo i miracoli certificati dalla Chiesa, aleggiano intorno al suo nome.

Dal 2002 si dibatte ancora in merito al suo presunto miracolo secondo il quale una donna indiana, Monica Besra,  colpita da un tumore all’addome, non essendo più in grado di sostenere le spese mediche, decide di farsi ricoverare presso un centro delle Missionarie della Carità. La mattina dopo il ricovero, dopo aver detto di aver visto un raggio di luce provenire da una foto di Madre Teresa e dopo aver posto sulla protuberanza dell’addome un medaglione con la stessa effige, il gonfiore scomparve e la guarigione fu assicurata. Oltre i medici, che l’avevano avuta in cura prima del ricovero presso l’ospedale della Santa, neanche il marito della donna credettero al miracolo; era guarita solo per le cure ricevute nei dieci mesi antecedenti il ricovero. Un medico, dichiarò che fu sollecitato dalle Missionarie della carità per sostenere il miracolo. Anche il governo del Bengala Occidentale procedette ad un’inchiesta che escluse si trattasse di miracolo.

Ma non solo dopo la morte la santa è stata al centro di inchieste giornalistiche e non.

Christopher Eric Hitchens, giornalista e saggista britannico naturalizzato statunitense, nel 1992 definì Madre Teresa «il rapace di Calcutta». L’8 novembre del 1994 andò in onda sul canale televisivo inglese Channel 4 un documentario intitolato Hell’s Angels ispirato ad un’inchiesta di Aroup Chatterjee, medico e scrittore nato a Calcutta e naturalizzato inglese.

Tale documentario, mai andato in onda in Italia e negli Stati Uniti, racconta dell’indagine del medico che scopre il culto della sofferenza messo in atto dalla futura Santa con l’assenso di Giovanni Paolo II.

Solo attraverso la sofferenza era possibile raggiungere Dio e sembra che Madre Teresa proprio in virtù di tale convinzione, curasse i malati di cancro con aspirina e a quelli terminali, per lenire i dolori e gli spasmi, non venivano neanche somministrati dei banali sedativi.

Durante una conferenza stampa a Washington, in risposta ad una domanda diretta sul perché non cercasse di cambiare il destino di poveri e moribondi, la Matita di Dio rispose ..

.. ”Penso che sia molto bello per i poveri accettare il loro destino, condividerlo con la passione di Cristo.

Penso che il mondo tragga molto giovamento dalla sofferenza della povera gente”.

Forse le interessava solo ed unicamente convertire anche i moribondi per dedicare a Dio la loro sofferenza?

Aroup Chatterjee scoprì anche che dei 102 centri dichiarati da Madre Teresa destinati per il sostegno alle famiglie sparsi in tutta l’India, lui non ne trovò neanche uno.

Secondo Michael Parenti, un saggista statunitense, la missione di Teresa sfamava a Calcutta ora 1000 persone al giorno, ora 4000, ora 7000 sino ad arrivare a 9000 persone. Quante in realtà mai si è accertato anche se, attraverso testimonianze raccolte sul posto, non più di 150 persone al giorno, per sei giorni alla settimana, riuscivano a soddisfare la voglia di pane.

Ma anche la scuola che la Matita di Dio diceva di gestire per 5000 bambini, in realtà non aveva che 100 iscrizioni.

Milioni di dollari venivano ogni anno donati alla Santa, ma mai si sono potuti vedere i bilanci che potessero indicare come tali enormi quantità di denaro venissero impiegati. Rimangono uniche le associazioni legate a Teresa, in tutta l’India, a non rendicontare le spese.

Madre Teresa, a quanto riportano le cronache, la maggior parte del tempo, lo dedicava a girare il mondo per presiedere a conferenze sulla fame ed alle ingiustizie.

Ingiustizia che la vede combattere strenuamente contro l’aborto quale male incurabile dell’umanità.

Nel 1994, Madre Teresa dichiarò davanti al presidente americano dell’epoca, Bill Clinton e sua moglie Hillary, che “La più grande minaccia per la pace, oggi, è l’aborto: si tratta di una guerra contro il bambino, dell’uccisione di un innocente perpetrata dalla stessa madre»

Frutto del suo fondamentalismo religioso?

Ma le testimonianze che giocano un ruolo determinante sulla figura della Matita di Dio e sui suoi centri, lasciano interdetti. Fra le altre spicca quella di suor Sollima che riporta il Guardian:

«L’ospedale è un hangar con lettini messi in fila sui quali giacciono larve umane in attesa di morire, senza cure, senza assistenza, nella totale indifferenza, le suore a volte passano per fare iniezioni e usano la stessa siringa per diverse persone, i pochi servizi igienici sono latrine sporche. Madre Teresa diceva che il dolore unisce a Dio però quando stava male si curava in un lussuoso ospedale americano e i fondi che raggranellava durante i suoi viaggi promozionali servivano per fondare conventi per le sue suore che si occupano solo di convertire al cristianesimo e non per assistere ammalati e bambini».

Anche Linda Polman, giornalista olandese, nel suo libro inchiesta, L’industria della solidarietà, denuncia molte Ong cattoliche che usano il ricatto religioso: cibo in cambio di abiura di proprie convinzioni religiose e conversione al cattolicesimo. Fra questi “aiuti umanitari” spicca il caso della cosiddetta Madre Teresa di Calcutta. Scrive la Polman: «Ero a Calcutta quando era ancora viva e gestiva un ospedale. Circondato da mura altissime, era il terrore per i bambini che si sentivano dire: guarda che se non stai buono viene Madre Teresa e ti porta via. Di fatto, denuncia la giornalista, varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine. ( …) I finanziamenti che riceveva in cifre ingenti non li spendeva per l’ospedale ma li accumulava sul proprio conto».

E mentre The Lancer e il British Medial Journal criticavano pesantemente i «metodi da campo di concentramento» praticati nell’ospizio e che

« Tra i malati incurabili finivano spesso anche poveracci, che sarebbero potuti guarire con le cure appropriate, ma che finivano anche loro per morire a causa delle infezioni e dell’inedia», il British Medial Journal aggiungeva: «Gli ospiti della casa di Madre Teresa erano in balia di suore sprovviste di competenza medica, incapaci di fare diagnosi e di rispettare le più elementari precauzioni igieniche. Alcuni medici che hanno visitato la struttura, come il dottor Robin Fox, hanno riferito di aghi di siringa usati e riusati su diversi pazienti, sulla cattiva qualità di cure e di cibo», ed allora perché mai la suora venuta dall’Albania è stata osannata ed addirittura canonizzata dalla Chiesa Cattolica?

Perché mai, nonostante non abbia mai finanziato con le donazioni milionarie raccolte, la costruzione di un solo ospedale fermandosi ad aprire e fondare un piccolo ospizio per moribondi è conosciuta in tutto il mondo come una Santa?

Che la chiesa abbia permesso tutto ciò per un pugno di fedeli in più?

Questo non è un giudizio su Madre Teresa di Calcutta, ma quello raccolto tramite la rete, certamente non pienamente verificabile, non mette la parola fine e quanto affermano le varie dichiarazioni di testimoni, libri ed articoli nel tempo, ma hanno solo lo scopo di capire realmente come stanno le cose e quale sia la verità su questa donna divenuta santa.

Ma penso sia innegabile, tralasciando i presunti rapporti con il dittatore Jean-Claude Duvalier,  il fatto che la Chiesa avrebbe dovuto essere più prudente viste le centinaia di documenti raccolti intorno alla Matita di Dio divenuta ormai un’icona.

Naturalmente ognuno può credere quello che più gli garba.

Vi propongo la visione del documentario andato in onda in Inghilterra a mai in Italia.
https://www.youtube.com/watch?v=ulkfkCS4Xv0

https://www.youtube.com/watch?v=Lc996P2pfSc

https://www.youtube.com/watch?v=y-lpZUNGxrI

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